1° REGGIMENTO CARABINIERI PARACADUTISTI “TUSCANIA”


La storia del reggimento in tappe

 

 

 

A cura della Redazione, del 27 marzo 2015

Fonte: 1° Reggimento.

 

1 luglio 1940

L’Ufficio Mobilitazione presso la Legione Territoriale Carabinieri Reali di Roma convoca, nella Caserma “Podgora”, i militari che avevano aderito per primi all’interpellanza del 6 giugno 1940 per la formazione di unità paracadutisti. Il Tenente colonnello Ugo Luca, ufficiale addetto al SIOS in Roma, non viene autorizzato dallo S.M.R.A. a coprire l’incarico di comandante del nuovo reparto;

2 luglio 1940

I primi 303 Carabinieri giungono a Tarquinia accompagnati dal loro comandante determinato dal Comando Generale, il Magg. Bruto Bixio Bersanetti;

12 luglio 1940

Il Gen. C.A. Moizo, Comandante Generale dell’Arma, si reca in visita al nuovo reparto presso la Scuola di Paracadutismo della Regia Aeronautica, portando con sé l’autorizzazione dello S.M.R.E. alla costituzione del Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali che, per prerogativa, assume la numerazione 1° ;

24 agosto 1940

Il Carabiniere Alice Verrico muore cadendo dalla torre d’ardimento ma, nella stessa giornata, ben 268 Carabinieri Reali presenti nella Scuola effettuano il loro primo lancio di qualifica sull’aeroporto di Tarquinia in suo onore, riportando 3 infortunati;

 

Torre.jpg 

 

La torre d'ardimento. Foto 1° rgt Tuscania

 

 

29 marzo 1941

Dopo una sosta forzata per i numerosi incidenti mortali registrati al lancio nell’inverno precedente, la Scuola avvia la sperimentazione del paracadute IF-41, utilizzando il personale del 1° Battaglione che dimostra una maggiore padronanza delle tecniche e tenuta fisica;

2/6 giugno 1941

Il Maggiore Alessi guida il Battaglione nella prima esercitazione complessa d’interdizione d’area secondo la nuova dottrina d’impiego delle aviotruppe, sorprendendo (secondo i loro memoriali) il Colonnello Baudoin e il Maggiore Verando per “la velocità… e l’elevato grado di addestramento tattico dei Carabinieri”;

17 giugno 1941

Lo S.M.R.E. comunica ufficialmente al Ministero della Guerra la piena capacità operativa del suo primo Reggimento Paracadutisti della costituenda Divisione “Folgore”, in cui il 1° Battaglione paracadutisti Carabinieri Reali assume la funzione di “gruppo esplorante” con 32 Carabinieri e 28 Genieri brevettati;

18 luglio 1941

Tutto il personale sbarca a Tripoli e, in tre giorni, si rischiera a Suani Ben Adem. Il 1° Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali inizia la campagna in Africa Settentrionale;

6 novembre 1941

Dopo oltre 200 missioni di ricognizione e numerosi servizi di protezione e scorta dei coloni italiani in Tripolitania, il 1° Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali viene inviato a Cirene con compiti di controinterdizione costiera, per contrastare le incursioni delle unità speciali inglesi del “Long Range Desert Group”;

14 dicembre 1941

Viste le diverse missioni di controinterdizione condotte con pieno successo, il Maresciallo Rommel, Comandante del D.A.K., convoca il Magg. Alessi a Barce e gli ordina di attestarsi con il suo Battaglione a difesa nel settore più delicato della direttrice di ripiegamento delle GG.UU. dell’Asse ormai quasi accerchiate in Cirenaica, il passo di Eluet el Asel;

18 dicembre 1941

Dopo giorni di studio e preparazione del terreno, il 1° Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali, rimasto solo a presidio della zona e organizzato su 4 caposaldi con i reduci libici del Gruppo “Tonini”, la sera viene investito dal fuoco aereo e di artiglieria che precede l’avanzata della 7^ Divisione corazzata inglese, che viene fermata e contrattaccata nella notte. Lo sbarramento a difesa non viene superato neanche il giorno successivo, al termine del quale Alessi organizza lo sganciamento del suo reparto, che combatte anche a Lamluda;

20 dicembre 1941

Al riordinamento ad Agedabia arrivano solo 96 superstiti su 403 effettivi;

28 dicembre 1942

Il Comando Supremo dispone lo scioglimento del 1° Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali nello stesso giorno in cui “Radio Londra” cita l’eroismo del reparto italiano;

5/13 marzo 1942

Il Comando Supremo determina il rimpatrio dei Carabinieri Paracadutisti, che si presentano a Roma per la definitiva smobilitazione; ma, dopo il disbrigo delle pratiche amministrative, 44 volontari ottengono subito il reimpiego nella Sezione di PM della 185^ Divisione Paracadutisti “Folgore”

  

Paracadutisti.jpg
 

Lanci di paracadutisti. Foto 1° rgt Tuscania

 

12 luglio 1942

La 185^ Sez. PM parte con l’avanguardia della Folgore per l’Africa Settentrionale 

24 ottobre 1942

Il Carabiniere Silvio Giacometti muore mentre è di scorta il Tenente colonnello Ruspoli sul campo dell’ultima battaglia di El Alamein, ove muoiono altri 32 Carabinieri Reali Paracadutisti;

2 dicembre 1942

Su richiesta dello S.M.R.E. il Comandante Generale dell’Arma, Gen. Remo Gambelli, fa istituire la 314^ Sez. PM per la nuova Divisione Paracadutisti “Nembo” che, persa la campagna d’Africa, viene lasciata in Italia per la difesa territoriale;

22 giugno 1944

Dopo il rischieramento nel Sud della penisola e l’adesione al Corpo Italiano di Liberazione (CIL), la Divisione “Nembo” combatte sull’Appennino abruzzese e sul fiume Chienti, dove muore in combattimento il Carabiniere Paracadutista Bruno Biagi;

24 settembre 1944

La “Nembo”, quasi annientata, viene sciolta e la Sez. Carabinieri Reali Paracadutisti viene trasferita dal Comando Generale dell’Arma al Gruppo di combattimento “Folgore”;

29 agosto 1946

La Compagnia CC.RR. Par. del Gruppo di combattimento “Folgore” viene sciolta;

15 maggio 1951

Dopo il nulla osta della NATO, il Ministero della Difesa autorizza la formazione del Reparto Carabinieri Paracadutisti nell’ambito delle nuove aviotruppe italiane, tutte dislocate presso il Centro di Paracadutismo Militare di Viterbo;

5 marzo 1958

Il Reparto viene trasferito a Livorno, dopo 4 anni nella Caserma “Gamerra” di Pisa per poi tornare a Livorno nella Caserma “Vannucci”;

1 gennaio 1963

Viene ricostituita in Livorno la Brigata Paracadutisti “Folgore”, nei cui I Reggimento Paracadutisti è presente una Compagnia Carabinieri Paracadutisti, mentre la seconda rimane a Roma;

 

 Stemma 1.jpg        Stemma 2.jpg                 Stemma.jpg

 

L'evoluzione degli stemmi del reggimento nel tempo. Foto 1° rgt Tuscania 

 

 

15 luglio 1963

Su disposizione dello S.M.E., inquadrato nella neonata Brigata Paracadutisti “Folgore”, viene ricostituito il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti;

5 giugno 1964

La Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri viene decorata di M.A.V.M. per i fatti d’arme del 1° Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali di Eluet el Asel e Lamluda;

16 luglio 1967

Al termine dell’esercitazione “Aquila Rossa” alla presenza del Presidente della Repubblica, anche i Carabinieri Paracadutisti ricevono il basco amaranto e l’emblema;

8 aprile 1976

Il 1° Battaglione CC Paracadutisti, denominato “Tuscania” l’anno precedente, riceve la Bandiera di Guerra insieme a tutti gli altri reparti della Brigata “Folgore”;

1 giugno 1996

Il “Tuscania” viene elevato a 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti.